{"id":2520,"date":"2017-05-01T11:14:36","date_gmt":"2017-05-01T11:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/comites.lu\/web\/?p=2520"},"modified":"2024-11-07T14:44:56","modified_gmt":"2024-11-07T14:44:56","slug":"prefazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comites.lu\/web\/guida\/introduzione\/prefazione\/","title":{"rendered":"PREFAZIONE"},"content":{"rendered":"<p>Il primo flusso importante d\u2019immigrati italiani in Lussemburgo risale storicamente al 1892 a seguito dello sviluppo vertiginoso dell\u2019industria siderurgica, che obblig\u00f2 il Paese a fare appello ad un numero sempre maggiore di lavoratori stranieri. Si trattava perlopi\u00f9 di uomini giovani, celibi o senza famiglia che lavoravano soprattutto nelle miniere, l\u2019industria siderurgica e l\u2019edilizia. Provenivano essenzialmente dalle regioni dell\u2019Italia settentrionale (Piemonte, Lombardia, Triveneto) e dall\u2019Italia centrale (Umbria, Marche, Abruzzo). Oggi la Regione italiana pi\u00f9 rappresentata \u00e8 la Puglia (circa 7.000). Questi lavoratori erano utilizzati come valvola di sicurezza: sfruttati nei momenti di espansione economica, e licenziati nei periodi di crisi.<\/p>\n<p>All\u2019inizio i lussemburghesi si mostrarono molto reticenti verso questi nuovi arrivati di cui non capivano n\u00e9 la lingua, n\u00e9 tantomeno le tradizioni. Vi furono anche momenti di grande tensione tra le due comunit\u00e0, ma gli italiani cercarono d\u2019evitare scontri trincerandosi in piccole \u201cisole nazionali\u201d soprattutto nelle citt\u00e0 dove la loro presenza numerica era pi\u00f9 importante. Nacquero cos\u00ec i \u201cquartieri italiani\u201d: il quartiere \u201cBrill\u201d a Esch-sur-Alzette, \u201cItalia\u201d a Dudelange e quello italiano a Differdange. Oggi gli italiani sono invece citati come esempio d\u2019integrazione riuscita in Lussemburgo.<\/p>\n<p>L\u2019immigrazione italiana ha subito un\u2019evoluzione importante nella storia, operai e qualche imprenditore edile e commerciante inizialmente, oggi sono arrivati anche numerosi funzionari europei, dirigenti, impiegati specializzati del terzo settore, professionisti che svolgono attivit\u00e0 liberali, lavoratori nella ristorazione, neolaureati in cerca di un futuro migliore (fuga dei cervelli). L\u2019evoluzione della comunit\u00e0 italiana \u00e8 stata positiva fino al 1970 per diminuire in seguito. Per coloro che fossero interessati a conoscere la storia della nostra immigrazione consigliamo vivamente di acquisire il libro \u201cCentenario, gli Italiani in Lussemburgo\u201d scritto da Padre Benito Gallo, edito nella nuova edizione da Editions Convivium (vedasi sito <a href=\"http:\/\/www.convivium.lu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.convivium.lu).<\/a><\/p>\n<p>I lussemburghesi mettono sempre in grande risalto l\u2019apporto che gli italiani hanno dato contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo economico, industriale e sociale del Granducato. Basti citare le imprese edilizie d\u2019origine italiana che hanno cambiato il volto d\u2019intere citt\u00e0 e villaggi. Non esiste alcun settore dell\u2019industria, dell\u2019artigianato, del commercio e della ristorazione, dove gli italiani non siano protagonisti inconfondibili. Troviamo personalit\u00e0 di origini italiane oramai in tutti gli strati sociali della societ\u00e0 civile e politica lussemburghese, nel Governo (un Ministro), nella Camera dei Deputati (ben cinque tra i quali il Presidente), nelle amministrazioni comunali (due Sindaci), nella cultura, nell\u2019arte, nel cinema, tra i commercianti, nell\u2019edilizia, nell\u2019industria, nella finanza e ovviamente nella ristorazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo decennio si assiste nel Granducato a un\u2019inversione di tendenza per quanto riguarda l\u2019immigrazione italiana, chiamata anche \u201cnuova emigrazione\u201d, caratterizzata da una forte ripresa di nuovi arrivi, quale conseguenza della grave crisi economica che colpisce l\u2019Italia oramai da decenni. Dal 2000 al 2016 gli Italiani in Lussemburgo sono aumentati di circa 8.500 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi, il numero di nuovi connazionali che arrivano in Lussemburgo e iscritti ufficialmente all\u2019AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all\u2019Estero) hanno superato le 38.107 unit\u00e0. In realt\u00e0 sono molti di pi\u00f9, giacch\u00e9 molti di essi, che arrivano spesso per disperazione nel Granducato alla ricerca di un futuro migliore, non s\u2019iscrivono all\u2019anagrafe consolare, a causa della propria situazione ritenuta precaria o provvisoria, almeno inizialmente.<\/p>\n<p>Partendo da questa considerazione il nuovo COMITES di Lussemburgo, organismo rappresentativo eletto a suffragio universale nell\u2019aprile del 2015, si \u00e8 attivato da subito per la stesura di una Guida di prima accoglienza destinata ai protagonisti dei nuovi flussi di emigrazione provenienti dall\u2019Italia, per aiutarli e facilitarne l\u2019inserimento nella vita quotidiana della societ\u00e0 lussemburghese.<\/p>\n<p>Un progetto dettagliato \u00e8 stato presentato a fine 2015 al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) che, grazie anche al supporto delle Autorit\u00e0 diplomatiche italiane locali, l\u2019ha accolto favorevolmente concedendoci anche un cospicuo contributo per la sua realizzazione. Il COMITES di Lussemburgo ringrazia vivamente il MAECI per averci sostenuto concretamente il nostro progetto, riconoscendo, di fatto, anche l\u2019utilit\u00e0 della nostra iniziativa per i nostri connazionali nuovi arrivanti.<\/p>\n<p>Inizialmente, la nostra idea era di redigere una versione cartacea (verr\u00e0 comunque distribuita in un secondo momento), poi abbiamo preferito la creazione di un portale Web a pi\u00f9 livelli (con consultazione possibile anche su tavoletta e cellulari come App), con la possibilit\u00e0 di ricercare informazioni mediante parole chiave, e soprattutto di attualizzarle facilmente, e in tempi rapidi, quando necessario, in funzione de cambiamenti legislativi. Contiamo molto anche sulla collaborazione fattiva degli utenti di questa guida e siamo pronti ad accogliere favorevolmente sia le critiche che le proposte di miglioramento.<\/p>\n<p>Dal nostro punto di vista, nell\u2019era in cui i giovani utilizzano costantemente i nuovi media, abbiamo ritenuto che questo approccio costituisse un progetto d\u2019avanguardia in Lussemburgo, e non solo a nostra conoscenza, in quanto rappresenta una novit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Desideriamo infine ringraziare in maniera calorosa il consigliere del Comites, Dott. Pietro Benedetti, per aver realizzato e seguito il progetto della Guida Benvenuti in Lussemburgo, e tutte le persone scelte secondo un bando, che hanno contribuito attivamente alla redazione di questa nostra Guida:<\/p>\n<ul>\n<li>Dottor Alberto MANZINI come redattore del testo;<\/li>\n<li>Dottoressa Elena INVERNIZZI come revisore del testo;<\/li>\n<li>Dottoressa Alice FORL\u00cc come correttrice del testo;<\/li>\n<li>Signor Renato Fontana titolare di Art2com S\u00e0rl come web developper;<\/li>\n<li>Signor Nicolas Boon titolare di Omecara come designer del identita visuale, del webdesign e della guida carta;<\/li>\n<li>Signor Roberto SANTOPRETE come fotografo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Vogliamo porre l\u2019accento sul fatto che la maggior parte di questi collaboratori proviene dalla nuova emigrazione, elemento essenziale e una scelta voluta fortemente dal nostro Comitato per la stesura di questa Guida.<\/p>\n<p>In conclusione, auspichiamo che la nostra Guida possa essere uno strumento utile per i nuovi arrivanti e che possa permettere loro una migliore e pi\u00f9 facile integrazione nella societ\u00e0 lussemburghese dando loro tutte le informazioni di cui hanno bisogno.<\/p>\n<p>Gr. Uff. Dott. Mario Tommasi<br \/>\nIl Presidente del COMITES Lussemburgo in carica fino a dicembre 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo flusso importante d\u2019immigrati italiani in Lussemburgo risale storicamente al 1892 a seguito dello sviluppo vertiginoso dell\u2019industria siderurgica, che obblig\u00f2 il Paese a fare appello ad un numero sempre maggiore di lavoratori stranieri. Si trattava perlopi\u00f9 di uomini giovani, celibi o senza famiglia che lavoravano soprattutto nelle miniere, l\u2019industria siderurgica e l\u2019edilizia. 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