01.08

Un’economia in continuo mutamento
Il Lussemburgo

Gli Altiforni di Belval nella Cité des Sciences, Belval – Esch-sur-Alzette

Nel corso del Novecento l’economia del Lussemburgo si è dimostrata una delle più dinamiche del continente europeo, muovendosi tra settori tra loro molto diversi: dall’industria siderurgica e manifatturiera alla piazza finanziaria e dal settore dei media e delle comunicazioni alla ricerca e alle nuove tecnologie. La scoperta del minerale di ferro nel sud del Paese nel 1840, che diede il nome all’intera regione Minett o Terre rouges, segnò il definitivo passaggio da un’economia prevalentemente agricola ad una industriale. Le compagnie siderurgiche che si installarono in prossimità dei giacimenti minerari divennero la colonna portante dell’economia nazionale per tutta la prima parte del XX secolo.

Il secondo dopoguerra rappresentò una fase molto vivace per il Granducato: industria, piazza finanziaria e sede di istituzioni europee furono al centro di un’economia in espansione. Nell’industria, oltre alla siderurgia raggruppata intorno al colosso lussemburghese ARBED (Aciéries Réunies de Burbach-Eich-Dudelange), si svilupparono altre attività produttive. Le aziende statunitensi Goodyear (produzione pneumatici), DuPont (Produzione di poliestere) e Monsanto (Produzione di filati di nylon) realizzarono i loro impianti nel Granducato, mentre si sviluppava al contempo un tessuto industriale locale. A partire dagli anni Sessanta il Lussemburgo, forte di un sistema legislativo e di un quadro normativo semplice e moderno, attirò servizi finanziari e bancari dando vita a una delle principali piazze finanziarie del continente. Le istituzioni europee insediatesi nella capitale del Granducato costituirono un ulteriore elemento di crescita e rafforzamento internazionale: prima la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) nel 1952, poi, tra le altre, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea ed altre unità della Commissione Europea, la Corte di Giustizia dell’Unione europea, la Corte dei Conti Europea e la Banca Europea degli Investimenti.

Gli anni Settanta e Ottanta rappresentarono una fase di transizione: l’industria siderurgica, a causa della crisi mondiale dell’acciaio, cedette il posto di primo datore di lavoro del Paese (17% dei lavoratori salariati nel 1974) alla piazza finanziaria e si intensificò il processo di terziarizzazione dell’economia. Al contempo si svilupparono nuovi settori come i media e la comunicazione: RTL (Radio Télévision Luxembourg) è il primo diffusore europeo, mentre SES è un leader mondiale nelle comunicazioni satellitari.

Oggi l’economia Lussemburghese è dominata dal terziario al cui interno emergono i servizi finanziari e società della new economy come eBay, Amazon etc. L’industria è tuttavia ancora presente: sono molte le aziende che hanno una produzione localizzata nel Granducato, altre hanno stabilito qui la loro sede operativa e altre ancora le hanno entrambe, come nel caso del leader mondiale dell’acciaio ArcelorMittal, risultato della fusione nel 2006 di Arcelor (a sua volta derivante dalla precedente fusione del 2002 tra ARBED, Usinor e Acelaria) e Mittal Steel Company, la cui sede mondiale è in Lussemburgo.

Dal 2004 il governo ha messo in agenda lo sviluppo di una nuova politica di diversificazione e specializzazione economica in un’ottica multisettoriale: information technology e comunicazione, logistica, scienza e tecnologie sanitarie, tecnologie ambientali etc. Interventi in questo senso sono portati avanti ad esempio attraverso il sostegno alle imprese innovanti o con la creazione del polo di ricerca scientifica e di sviluppo tecnologico di Belval.