Guida “Benvenuti in Lussemburgo!”

La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie anche al contributo finanziario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

PREFAZIONE

Il primo flusso importante d’immigrati italiani in Lussemburgo risale storicamente al 1892 a seguito dello sviluppo vertiginoso dell’industria siderurgica, che obbligò il Paese a fare appello ad un numero sempre maggiore di lavoratori stranieri. Si trattava perlopiù di uomini giovani, celibi o senza famiglia che lavoravano soprattutto nelle miniere, l’industria siderurgica e l’edilizia. Provenivano essenzialmente

  • 00.00

    Introduzione
     

    Cara Italiana, caro Italiano,

    che tu pensi di trasferirti nel Granducato di Lussemburgo, che tu sia appena arrivato, che tu ci viva da anni, questa Guida è per te!

    Il COMITES Lussemburgo ha voluto e concepito questa Guida come un servizio ai connazionali, un servizio innovativo in quanto accessibile su più piattaforme elettroniche (computer, tablet, telefono cellulare) e disponibile anche in versione cartacea.

    La Guida in versione elettronica è strutturata su più livelli gerarchici, accessibili seguendo gli appositi link, ma è anche fruibile utilizzando delle parole-chiave. La Guida elettronica è continuamente aggiornata (a differenza di quella cartacea, aggiornata ad ogni nuova edizione) e nuovi argomenti verranno ad aggiungersi nel tempo, ma non esitare a fare prosposte al COMITES Lussemburgo se ritenessi che manchi qualcosa! Siamo ovviamente aperti a tutte le critiche, osservazioni e proposte costruttive utili al miglioramento intrinseco della Guida e della sua fruibilità.

    Speriamo che troverai tanti spunti informativi, interessanti ed utili, e magari anche qualche curiosità. Ti auguriamo buona lettura!

    Comites Lussemburgo

  • 01.01

    La storia in breve – La costituzione del Granducato
     

    La costituzione del Granducato

    Il nome del Lussemburgo (Lucilinburhuc) appare per la prima volta nel 963 quando il conte Sigefroi acquisisce dall’abbazia Saint-Maximin di Treviri una struttura fortificata su uno sperone roccioso che domina la valle dell’Alzette, conosciuto come il “Bock”.

    Il territorio della contea del Lussemburgo si sviluppa nei secoli seguenti arrivando, alla fine del XIII secolo, ad occupare una vasta area estesa tra la Mosa e la Mosella. Nel 1308 il conte Enrico VII è eletto re dai principi elettori di Germania e nel 1312 incoronato imperatore del Sacro Romano Impero a Roma.

    In seguito, la casata del Lussemburgo porterà ancora tre volte la corona reale e imperiale (Carlo IV 1355-1378, Wenceslas II 1378-1400, Sigismond I 1411-1437). Nel 1354 Carlo IV del Lussemburgo eleva la contea a ducato, la dinastia del Lussemburgo si estingue però nel 1451 alla morte di Elisabeth de Goerlitz.

    Inizia una fase complessa in cui il controllo del ducato del Lussemburgo, posizionato al centro dello scacchiere europeo con la città-fortezza di Lussemburgo come punto di forza, è conteso da diverse casate.

    Conquistato nel 1443 dal duca di Borgogna diventa una provincia dei Paesi Bassi, quindi è dominato dagli Asburgo di Spagna (XVI e XVII secolo) e dagli Asburgo d’Austria (XVIII secolo), con un breve periodo di dominazione francese tra il 1684 e il 1697.

    Nel 1795 le armate rivoluzionarie francesi entrano a Lussemburgo e il ducato è annesso alla Francia divenendo il «Département des Forêts».

    Nel 1815 al Congresso di Vienna viene deciso di creare un grande regno dei Paesi Bassi accanto alla Francia. Il Lussemburgo, elevato al rango di granducato, è teoricamente indipendente ma legato da unione dinastica personale a Guglielmo I d’Orange Nassau, re dei Paesi Bassi e Granduca di Lussemburgo.

  • 01.02

    L’indipendenza nel 1839
     

    Nel 1830 la rivoluzione belga conduce alla creazione di un regno del Belgio separato dai Paesi Bassi, il territorio francofono del Granducato è amministrato dal nuovo regno belga mentre la fortezza del Lussemburgo è controllata dai Paesi Bassi.

    Infine, con il trattato di Londra del 19 aprile 1839 inizia il percorso di costruzione di uno stato indipendente, sono quindi fissati i confini che in seguito non verranno più modificati.

    Una carta costituzionale presentata nel 1841 e tre costituzioni successive (1848, 1856 e 1868) formano la base istituzionale per il giovane Stato e garantiscono ai cittadini i diritti e le libertà fondamentali.

    Il sistema politico scelto è quello di una democrazia rappresentativa sotto la forma di una monarchia costituzionale. Comincia a costituirsi in questa fase il sentimento nazionale, si scrivono canzoni patriottiche e si sviluppa una letteratura in lussemburghese.

    Dopo il trattato di Londra del 1839, il Granducato di Lussemburgo resta legato ai Paesi Bassi attraverso la connessione dinastica alla casata Orange-Nassau e alla Germania per l’adesione alla Confederazione germanica e l’adesione nel 1842 allo Zollverein – l’unione doganale tedesca.

    Dalla seconda metà del XIX secolo, il Paese registra una forte crescita economica grazie alla scoperta di depositi di minerali ferrosi, allo sviluppo delle connessioni ferroviarie – necessarie per importare carbone/coke ed esportare minerale di ferro e prodotti finiti – e all’espansione dell’industria metallurgica-siderurgica.

    Inizia sul finire di questo secolo un importante fenomeno migratorio che da questo momento in avanti caratterizzerà, a fasi alterne, la storia lussemburghese; la componente italiana, tanto alla fine del XIX secolo, quanto in seguito nel XX secolo e ancora oggi, è rilevante nel numero come nell’apporto sociale e culturale (si veda in proposito il saggio sull’immigrazione italiana).

    Nel 1867, un anno dopo la fine della Confederazione germanica, a seguito di una crisi tra Francia e Prussia, viene proclamato lo statuto di neutralità del Lussemburgo: l’ultima guarnigione prussiana lascia il Paese e la fortezza di Lussemburgo viene smantellata.

    Nel 1890, alla morte di Guglielmo III, termina la linea dinastica Orange-Nassau e con essa il legame con i Paesi Bassi: la corona granducale passa al ramo Nassau-Weilburg, il cui primo esponente è il granduca Adolfo.

  • 01.03

    Le due guerre mondiali
     

    Nel 1914 il Lussemburgo è invaso dalle truppe tedesche, le autorità lussemburghesi protestano ma mantengono il loro posto osservando una rigorosa neutralità nei confronti delle parti in conflitto.

    A guerra conclusa la granduchessa Marie-Adelaide, accusata di aver scelto una soluzione di accondiscendenza rispetto all’occupante, abdica in favore della sorella Charlotte mentre è indetto un referendum (il primo a suffragio universale maschile e femminile) sulla forma di Stato – monarchia o repubblica – e sull’orientamento economico del Paese dopo l’uscita dallo Zollverein. La popolazione vota per la monarchia e in favore di un’unione economica con la Francia.

    L’unione economica, a causa del ritiro della Francia dalla trattativa, è poi conclusa con il Belgio nel 1921: nasce l’Union économique belgo-luxembourgeoise (UEBL). Negli anni Venti e Trenta si susseguono fasi di crisi e ripresa economica.

    Il Lussemburgo, a livello europeo, partecipa a Ginevra ai lavori della costituenda Società delle Nazioni ma ribadisce la sua neutralità. Nel maggio del 1940 le truppe tedesche invadono nuovamente il Paese, la granduchessa Charlotte e il governo lussemburghese partono in esilio e si schierano con gli Alleati.

    L’annessione al III Reich, l’istituzione di un’amministrazione civile tedesca, l’obbligo dell’uso esclusivo del tedesco, una forte propaganda e altre iniziative, segnano la volontà dei nazisti di attuare una politica di germanizzazione forzata della popolazione lussemburghese.

    Dal 1942 i giovani lussemburghesi vengono arruolati a forza nella Wehrmacht mentre nel Paese si sviluppa, come in altri territori occupati, un movimento di resistenza. Nello stesso anno avrà luogo uno sciopero generale nazionale, represso nel sangue dai nazisti.

    Il Granducato sarà liberato il 10 settembre 1944 dalla III armata del Generale USA Patton, che subito dopo libererà Bastogne assediata dai nazisti e li sconfiggerà, ponendo fine alla Battaglia delle Ardenne.

  • 01.04

    Lussemburgo ed Europa
     

    Dopo la Liberazione, il Lussemburgo abbandona il suo status neutrale e partecipa alla costruzione di tutte le istituzioni di cooperazione multilaterale del dopoguerra – le Nazioni Unite (ONU), il Benelux, l’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica (OECE), il Patto di Bruxelles, il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO). Nel 1951 il Lussemburgo è membro fondatore della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) – di cui diventa la sede insieme a Bruxelles e Strasburgo – e, nel 1957, della Comunità Economica Europea (CEE). Al giorno d’oggi il Lussemburgo è ben rappresentato sulla scena europea e internazionale, Stato membro dell’Unione europea e della zona euro, è impegnato sul piano della cooperazione allo sviluppo dove investe circa l’1% del Prodotto Interno Lordo (PIL), una delle percentuali più alte al mondo.

  • 01.05

    Geografia e orientamento
     

    Il Plateua du Luxembourg

    Il Lussemburgo è, con l’eccezione di Malta, il più piccolo dei 28 Stati membri dell’Unione europea. Il Granducato è situato tra il Belgio ad ovest e a nord, la Germania ad est e la Francia a sud.
    Il Paese misura, nella sua massima estensione, 57 km da est a ovest e 82 km da nord a sud, per una superficie totale di 2.586 kmq, inferiore a quella della Valle d’Aosta, la più piccola regione italiana, con i suoi 3.263 km. Il Paese ha due regioni geologiche/naturali: l’Ösling (Éisleck in lussemburghese) a nord, che occupa circa un terzo del territorio, è un altopiano collinare con un’altitudine media di 450 m, in gran parte tagliato da fiumi; il sud Gutland (“terra buona” in lussemburghese), che occupa la restante parte del Paese, è una pianura ondulata con un’altitudine media di 215 m. Comunemente però si divide il territorio del Lussemburgo in cinque regioni caratterizzate da diversità geografiche, naturalistiche, storiche e demografiche notevoli: Ardenne lussemburghesi, Plateau de Luxembourg, Petite Suisse luxembourgeoise (Mullerthal), vallée de la Moselle (Musel), Terres rouges o Bassin minier (Minett).

    Queste aree presentano un’interessante diversità naturalistica. Nelle Ardenne si concentrano i maggiori rilievi boschivi che poi si addolciscono nel Plateau de Luxembourg. La Petite Suisse, un’area boschiva e collinare, è la più nota agli escursionisti per la bellezza dei suoi paesaggi, mentre la Mosella è caratterizzata dalla coltivazione della vite e le Terres rouges da foreste che si espandono sulle vecchie aree di estrazione mineraria.

  • 01.06

    AMMINISTRAZIONE DEL TERRITORIO E POPOLAZIONE
     

    Amministrativamente il territorio è diviso in 102 (nota 1) comuni e 12 cantoni raggruppati in 3 distretti e 4 circoscrizioni elettorali: Nord (Diekirch, Redange, Wiltz, Clervaux e Vianden), Centro (Luxembourg e Mersch), Est (Grevenmacher, Remich ed Echternach) e Sud (Esch-sur-Alzette e Capellen).

    Le maggiori città del Paese sono localizzate nel centro e nel sud, dove si concentrano anche le principali attività economic)he: Lussemburgo (122300 residenti), Esch-sur-Alzette (36200), Differdange (27400, Dudelange (21300), Pétange (19600), Sanem (17600), Hespérange (15600).

    A nord e ad est si trovano centri di dimensione minore ma rilevanti per la vita politica, economica e culturale di queste aree: Ettelbruck (9148 residenti), Diekirch (7042), Wiltz (7273), Clervaux (5463), Troisvierges ( 3296), Echternach (5617), Mondorf (5359), Grevenmacher (4936), Remich (3732), Wasserbillig-Mertert (4635).
    www.statistiques.public.lu

    La popolazione del Granducato era di  626.108 unità al 1° Gennaio 2020. Il numero dei residenti è cresciuto in maniera costante negli ultimi anni, dai 439.500 del 2001, per via di un importante fenomeno migratorio, soprattutto da Stati appartenenti all’Unione europea. Gli stranieri rappresentano alla data del 1° gennaio 2020 il 47,4%)  della popolazione residente. Le principali nazionalità, tra le oltre 170 presenti nel Paese, sono quella portoghese, francese, italiana e belga.

  • 01.07

    Le lingue nel Lussemburgo
     

    Mir will bleiwen wat wir sinn… motto del lussemburgo, statua o palazzo a Lussemburgo

    Il Lussemburgo è uno dei pochi paesi al mondo in cui la popolazione usa correntemente tre lingue – francese, tedesco e lussemburghese – nella vita quotidiana, per il lavoro, a livello culturale e nel rapporto con l’amministrazione pubblica.

    Il lussemburghese è una lingua appartenente alla famiglia delle lingue germaniche occidentali, al pari del tedesco e dell’olandese, caratterizzata da numerosi prestiti dal francese e dall’olandese. Il lussemburghese è parlato oltre che in Lussemburgo anche nelle zone di frontiera con Francia, Belgio e Germania. La sua ortografia è stata fissata per la prima volta nel 1976 e poi aggiornata nel 1999, e successivamente nel novembre 2019 (Informazioni, dizionario e ortografia della lingua lussemburghese www.cpll.lu www.zls.lu).

    Altre lingue usate di frequente sono l’inglese, il portoghese e l’italiano.

    La ricchezza linguistica del Lussemburgo è oggi regolata da una legislazione che individua i campi prevalenti di utilizzo. Il lussemburghese è identificato come lingua nazionale, la sua conoscenza è, salvo eccezioni, necessaria per acquisire la nazionalità (si veda il capitolo sulla nazionalità); il francese è la lingua dell’attività legislativa e, insieme al tedesco ed al lussemburghese, costituisce una delle tre lingue dell’amministrazione e della giustizia.
    Secondo la legge del 1984 sul regime linguistico, il cittadino ha quindi la possibilità di interagire con la pubblica amministrazione in una qualsiasi di queste tre lingue.

    Gli atti legislativi sono redatti in francese che è quindi la lingua prevalente nell’amministrazione dello Stato. Nel dibattito parlamentare la lingua di espressione non è indicata per legge e i deputati possono utilizzare la lingua di loro preferenza, tuttavia è consuetudine che i dibattiti si svolgano in lussemburghese e le questioni rivolte al governo siano redatte in francese. Nelle occasioni pubbliche il governo adotta, sempre per consuetudine, il francese.

    Una situazione analoga si trova a livello dei consigli comunali, dove il dibattito si svolge prevalentemente in lussemburghese con la possibilità per i consiglieri di utilizzare anche francese e tedesco.

    Nell’amministrazione della giustizia, sebbene le udienze possano svolgersi in francese, tedesco o lussemburghese e i cittadini possano fare appello a una qualsiasi delle tre lingue, di norma i giudici redigono le delibere in francese.

    Testo di legge che regola l’uso delle tre lingue in Lussemburgo: www.legilux.public.lu/leg/a/archives/1984/0016/

    Per informazioni generali sul plurilinguismo – la sua storia, il lussemburghese etc.- si consiglia di consultare il sito:  https://luxembourg.public.lu/fr/societe-et-culture/langues.html

  • 01.08

    Un’economia in continuo mutamento
     

    Gli Altiforni di Belval nella Cité des Sciences, Belval – Esch-sur-Alzette

    Nel corso del Novecento l’economia del Lussemburgo si è dimostrata una delle più dinamiche del continente europeo, muovendosi tra settori tra loro molto diversi: dall’industria siderurgica e manifatturiera alla piazza finanziaria e dal settore dei media e delle comunicazioni alla ricerca e alle nuove tecnologie. La scoperta del minerale di ferro nel sud del Paese nel 1840, che diede il nome all’intera regione Minett o Terre rouges, segnò il definitivo passaggio da un’economia prevalentemente agricola ad una industriale. Le compagnie siderurgiche che si installarono in prossimità dei giacimenti minerari divennero la colonna portante dell’economia nazionale per tutta la prima parte del XX secolo.

    Il secondo dopoguerra rappresentò una fase molto vivace per il Granducato: industria, piazza finanziaria e sede di istituzioni europee furono al centro di un’economia in espansione. Nell’industria, oltre alla siderurgia raggruppata intorno al colosso lussemburghese ARBED (Aciéries Réunies de Burbach-Eich-Dudelange), si svilupparono altre attività produttive. Le aziende statunitensi Goodyear (produzione pneumatici), DuPont (Produzione di poliestere) e Monsanto (Produzione di filati di nylon) realizzarono i loro impianti nel Granducato, mentre si sviluppava al contempo un tessuto industriale locale. A partire dagli anni Sessanta il Lussemburgo, forte di un sistema legislativo e di un quadro normativo semplice e moderno, attirò servizi finanziari e bancari dando vita a una delle principali piazze finanziarie del continente. Le istituzioni europee insediatesi nella capitale del Granducato costituirono un ulteriore elemento di crescita e rafforzamento internazionale: prima la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio) nel 1952, poi, tra le altre, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea ed altre unità della Commissione Europea, la Corte di Giustizia dell’Unione europea, la Corte dei Conti Europea e la Banca Europea degli Investimenti.

    Gli anni Settanta e Ottanta rappresentarono una fase di transizione: l’industria siderurgica, a causa della crisi mondiale dell’acciaio, cedette il posto di primo datore di lavoro del Paese (17% dei lavoratori salariati nel 1974) alla piazza finanziaria e si intensificò il processo di terziarizzazione dell’economia. Al contempo si svilupparono nuovi settori come i media e la comunicazione: RTL (Radio Télévision Luxembourg) è il primo diffusore europeo, mentre SES è un leader mondiale nelle comunicazioni satellitari.

    Oggi l’economia Lussemburghese è dominata dal terziario al cui interno emergono i servizi finanziari e società della new economy come eBay, Amazon etc. L’industria è tuttavia ancora presente: sono molte le aziende che hanno una produzione localizzata nel Granducato, altre hanno stabilito qui la loro sede operativa e altre ancora le hanno entrambe, come nel caso del leader mondiale dell’acciaio ArcelorMittal, risultato della fusione nel 2006 di Arcelor (a sua volta derivante dalla precedente fusione del 2002 tra ARBED, Usinor e Acelaria) e Mittal Steel Company, la cui sede mondiale è in Lussemburgo.

    Dal 2004 il governo ha messo in agenda lo sviluppo di una nuova politica di diversificazione e specializzazione economica in un’ottica multisettoriale: information technology e comunicazione, logistica, scienza e tecnologie sanitarie, tecnologie ambientali etc. Interventi in questo senso sono portati avanti ad esempio attraverso il sostegno alle imprese innovanti o con la creazione del polo di ricerca scientifica e di sviluppo tecnologico di Belval.

  • 01.09

    Lussemburgo ed Europa II
     

    Il quartiere delle istituzioni europee a Kirchberg, Lussemburgo

    Il Lussemburgo, piccolo Paese nel cuore dell’Europa, ospita numerose istituzioni comunitarie.

    Scelto nel 1952 come sede provvisoria delle attività della costituenda Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) diventa in breve la sede di tutte le istituzioni: l’Alta Autorità, il Comitato Consultivo e la Corte di Giustizia della CECA stessa.

    Quando, nel 1965, è firmato il trattato di fusione delle tre comunità – CECA, CEE e CEEA – è attuato un raggruppamento delle istituzioni a Bruxelles.

    Il Lussemburgo perde così la sede della CECA ma ottiene quella delle principali autorità finanziarie e giudiziarie.

    Inoltre la città di Lussemburgo diventa, al pari di Bruxelles e Strasburgo, sede delle istituzioni comunitarie. Attualmente, nei mesi di aprile, giugno e ottobre, si svolgono in Lussemburgo delle sessioni del Consiglio Europeo.

    Inoltre hanno qui la loro sede l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) ed unità di varie Direzioni Generali della Commissione Europea, la Corte di Giustizia Europea, il Tribunale di Prima Istanza, la Corte dei Conti Europea e la Banca Europea d’Investimento (BEI).

    Il segretariato generale del Parlamento europeo ha i suoi uffici in Lussemburgo.

    Le istituzioni europee sono oggi raggruppate sul plateau di Kirchberg, uno dei nuovi quartieri della capitale.

    Nella seconda parte del 2015 il Lussemburgo ha occupato la presidenza dell’Unione europea.

  • 01.10

    La Grande Région
     

    Il Lussemburgo fa parte della Grande Région, uno spazio di cooperazione transnazionale e interregionale che si estende dal Lussemburgo, alla Saar, alla Lorena, alla Renania-Palatinato ed alla Vallonia. La Grande Région, di cui il Lussemburgo è il centro geografico, copre più di 65.000 kmq e conta più di 11 milioni di abitanti. La quattro città di Lussemburgo, Metz, Treviri e Saarbrücken formano la QuattroPole, uno spazio urbano transfrontaliero destinato a realizzare una maggiore integrazione tra queste città. La Grande Région e la QuattroPole sviluppano numerosi programmi di cooperazione, tanto economica quanto culturale, e svolgono un ruolo importante nello sviluppo di quest’area.

    Maison de la Grande Région
    11, boulevard J.-F. Kennedy
    4170 Esch-sur-Alzette
    (+352) 247 80 159
    secretariat.sommet@granderegion.net
    www.granderegion.net